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15.04.2026

Think Tank FederUnacoma 2026

Si è tenuto ieri, 14 aprile, l'annuale incontro-confronto  della Federazione con le proprie aziende associate - Think Tank - che quest'anno ha avuto un'edizione speciale in occasione del Vinitaly a Verona e che ha previsto una sola sessione plenaria mattutina.
Titolo dell'incontro, moderato dal conduttore RAI Nicola Prudente (Tinto),“I nuovi trend del consumo alimentare. Tecnologie avanzate per produzioni agricole di alta qualità”.
La diffusione di nuovi stili di consumo più attenti alla qualità e alla salubrità dei prodotti sta modificando la domanda globale di derrate alimentari, che premia sempre di più le produzioni ad alto valore aggiunto del settore ortofrutticolo e vitivinicolo. E’ un fenomeno trasversale che interessa non soltanto i Paesi con una forte tradizione industriale ma anche quelli emergenti dove si va rafforzando il ruolo della classe media. Nel medio e lungo periodo l’economia agricola globale è dunque chiamata a valorizzare le produzioni di alta gamma e a garantire al contempo la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari in un contesto caratterizzato da una forte crescita demografica. Per vincere tale sfida il comparto deve potenziare la propria capacità produttiva sia attraverso la messa a coltura di nuovi terreni – spesso collocati in aree marginali – e il recupero di quelli degradati, sia attraverso il ricorso a sistemi di coltivazione innovativi che permettano di incrementare le rese, migliorare la sostenibilità, innalzare i livelli di salubrità delle colture.
Aperto  dal saluto della Presidente FederUnacoma, Mariateresa Maschio, che nel suo intervento ha voluto sottolineare   il contributo dei mezzi meccanici all’incremento delle rese e all’ottimizzazione degli standard produttivi, anche nel segmento dei prodotti di alta gamma come quello vitivinicolo, l’evento ha visto gli interventi di Andrea Segré, professore di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile presso l’Università di Bologna; Marco Vieri professore di Meccanica agraria presso il Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali dell’Università di Firenze; Matteo Matteucci, professore presso il Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano.
Andrea Segrè: Oggi c’è grande attenzione rispetto alla qualità del cibo, con un mercato però polarizzato tra quei consumatori che hanno la possibilità di accedere a prodotti sani, sostenibili e legati al territorio, e quei consumatori che sono costretti a rinunciare alla qualità per ragioni economiche. Una risposta a questa emergenza arriva proprio dalla meccanica agricola, in special modo dai macchinari di nuova generazione   che permettono di ridurre gli input e di abbattere i costi.
Marco Vieri: Lo sviluppo dei mezzi meccanici deve essere compatibile con lo sviluppo delle tecniche di coltivazione e, soprattutto nel caso di un sistema complesso come quello del vigneto, deve adattarsi alla differente geometria dei filari. In questa prospettiva diventa essenziale progettare la struttura del vigneto in modo tale da ottenere configurazioni ottimali per sfruttare al meglio le prestazioni dei mezzi meccanici.
Matteo Matteucci: Le tecnologie di nuova generazione, specie nel comparto agricolo sono concepite non per sostituire la manodopera ma per renderla ancora più efficiente. I sistemi ad elevata automazione permettono  di ottimizzare l’impiego dei fattori della produzione, riducendone il costo e rendendo nuovamente sostenibili lavorazioni delocalizzate a causa della bassa redditività. La digitalizzazione non è in competizione ma è complementare rispetto al lavoro umano.
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